Ciò che non è assolutamente possibile è non scegliere.
Jean-Paul Sartre, L'esistenzialismo è un umanismo, 1945
Fin da bambini i nostri genitori hanno tendenzialmente mille progetti su di noi, ci vogliono lanciatori di coltelli, prime ballerine, astronauti, suonatori di liuto, cantati liriche, oppure avvocati, dottori ( quelli veri), ingegneri, commercialisti, notai, dentisti.
Ma l'esserino umano che in quel momento sa dire solo "mmg, gmba" e cammina a malapena su 4 zampe cosa vuole davvero? Si pone questo problema?
 |
| Grisù: Da grande farò il pompiereeeeeeeee!!! |
Per quel che mi ricordo io non mi ponevo il problema, vivevo il qui ed ora senza un particolare interesse per il futuro, se mi si chiedeva cosa volevo fare da grande rispondevo: "diventerò grande" ( nel senso alta) e, tra me e me pensavo, "e farò tutto quello che mi pare e piace come fanno i grandi!" (quanto mi sbagliavo) .
Poi c'è stato il periodo dei sogni estremi, farò Karate Kid, farò la ballerina di flamenco, farò Madre Teresa e pian piano si è avvicinato il periodo razionale, il mio sogno si è stabilizzato su Medicina precisamente Pediatria.
Come ho già detto dopo
E.R. Medici in prima linea è cambiato tutto e,
razionalizzando all'estremo, ho
focalizzato la mia attenzione sulla prima scelta che avevo a portata di mano:
cosa cavolo
fare della mia vita dopo la scuola secondaria di primo grado ( detta anche:
Media).
Ed è qui che vi voglio! La prima scelta degli studi, dove il soggetto figlio viene vagamente coinvolto, riguarda appunto le SUPERIORI.