C’era una Volta…
Ovvero il racconto di una vita alla ricerca del lavoro giusto.
PARTE I
di Elena Braghini
C’era una volta, poco tempo fa, una ragazzina che da grande voleva fare la pediatra, adorava i bambini e pensare di curarli e donar loro la salute le riempiva il cuore di gioia.
Purtroppo o per fortuna nel 1996 andò in onda E.R. - Medici in prima linea con George Clooney nei panni del Dr. Ross e niente fu come prima: litri di sangue, infanti da intubare, corpi da tagliuzzare, casi senza speranza, vita e morte si alternavano tra frattaglie, fratture scomposte e dosi di lidocaina nel policlinico universitario County General Hospital. La Facoltà di Medicina non avrebbe sicuramente sentito la mancanza della giovane e lei stessa pensò che, probabilmente, sarebbe stato meglio sposare un pediatria piuttosto che diventarlo.
La vita doveva andare avanti e le strade si presentavano infinite per la fanciulla diligente con un discreto successo a scuola. Vuoi per i test attitudinali e di orientamento, vuoi perché la ragazza era dei pesci, la scelta del liceo ricadde su un’intrigante sperimentazione artistica [1] che prevedeva circa 40-45 ore di scuola nei periodi peggiori, dislocata a 20 km dal suo paesello di provincia e non sul liceo scientifico a 100 passi (letteralmente) dal portone di casa sua.
Cinque anni di alzatacce alle 6:00 a.m. , rientri nel tardo pomeriggio, lezioni allucinanti con professori eccentrici e alla fine eccolo lì l’agognato diploma artistico … Un attimo … non doveva essere “sperimentale” artistico?! Dove erano finite tutte le ore di matematica, fisica, chimica, biologia, filosofia fatte con benedettina pazienza? Ancor oggi il mistero non trova risposta nonostante alcuni studenti, nel frattempo diventati avvocati, abbiano accennato ad una sorta di postilla scritta in piccolo, piccolo nel primo modulo di iscrizione.
Con un diploma artistico le ragionevoli strade da percorrere sembravano piuttosto limitate, (idea completamente sbagliata della giovane che, in quel momento storico, non poteva di certo immaginare la futura crisi economica e non pensava nemmeno lontanamente che i suoi sogni, in continuo mutamento, difficilmente sarebbero diventati realtà) la ragazza volente e poi nolente scelse una Facoltà culturalmente stimolante ma con limitati sbocchi professionali.
Non essendo
un’artista ispirata e di talento ma una paziente artigiana meticolosa la
scelta ricadde, molto casualmente e grazie ad una serie di coincidenze
dettate sicuramente dal fato, sul bucolico ateneo in quel di Parma e sull’indirizzo “Arte, Spettacolo e Immagine Multimediale [2]“
(indirizzo eliminato esattamente l’anno dopo l’iscrizione della
poveretta), una sorta di incrocio tra DAMS e Beni culturali, curiosa
aberrazione che mai più venne ripetuta nella storia degli atenei
italiani.
L’obiettivo principale era uno: laurearsi per intraprendere la via della docenza oppure diventare un valente storico dell’arte. La strada del destino aveva in mente altri piani e il cuore della ragazza venne catturato dalla settima arte e tutte le energie vennero dirottate verso un sogno: lavorare guardando film, scrivere saggi, recensioni, organizzare eventi legati al mondo del cinema.
•Votazione finale
110/110 con lode
Purtroppo o per fortuna nel 1996 andò in onda E.R. - Medici in prima linea con George Clooney nei panni del Dr. Ross e niente fu come prima: litri di sangue, infanti da intubare, corpi da tagliuzzare, casi senza speranza, vita e morte si alternavano tra frattaglie, fratture scomposte e dosi di lidocaina nel policlinico universitario County General Hospital. La Facoltà di Medicina non avrebbe sicuramente sentito la mancanza della giovane e lei stessa pensò che, probabilmente, sarebbe stato meglio sposare un pediatria piuttosto che diventarlo.
La vita doveva andare avanti e le strade si presentavano infinite per la fanciulla diligente con un discreto successo a scuola. Vuoi per i test attitudinali e di orientamento, vuoi perché la ragazza era dei pesci, la scelta del liceo ricadde su un’intrigante sperimentazione artistica [1] che prevedeva circa 40-45 ore di scuola nei periodi peggiori, dislocata a 20 km dal suo paesello di provincia e non sul liceo scientifico a 100 passi (letteralmente) dal portone di casa sua.
Cinque anni di alzatacce alle 6:00 a.m. , rientri nel tardo pomeriggio, lezioni allucinanti con professori eccentrici e alla fine eccolo lì l’agognato diploma artistico … Un attimo … non doveva essere “sperimentale” artistico?! Dove erano finite tutte le ore di matematica, fisica, chimica, biologia, filosofia fatte con benedettina pazienza? Ancor oggi il mistero non trova risposta nonostante alcuni studenti, nel frattempo diventati avvocati, abbiano accennato ad una sorta di postilla scritta in piccolo, piccolo nel primo modulo di iscrizione.
Con un diploma artistico le ragionevoli strade da percorrere sembravano piuttosto limitate, (idea completamente sbagliata della giovane che, in quel momento storico, non poteva di certo immaginare la futura crisi economica e non pensava nemmeno lontanamente che i suoi sogni, in continuo mutamento, difficilmente sarebbero diventati realtà) la ragazza volente e poi nolente scelse una Facoltà culturalmente stimolante ma con limitati sbocchi professionali.
Non essendo
un’artista ispirata e di talento ma una paziente artigiana meticolosa la
scelta ricadde, molto casualmente e grazie ad una serie di coincidenze
dettate sicuramente dal fato, sul bucolico ateneo in quel di Parma e sull’indirizzo “Arte, Spettacolo e Immagine Multimediale [2]“
(indirizzo eliminato esattamente l’anno dopo l’iscrizione della
poveretta), una sorta di incrocio tra DAMS e Beni culturali, curiosa
aberrazione che mai più venne ripetuta nella storia degli atenei
italiani. L’obiettivo principale era uno: laurearsi per intraprendere la via della docenza oppure diventare un valente storico dell’arte. La strada del destino aveva in mente altri piani e il cuore della ragazza venne catturato dalla settima arte e tutte le energie vennero dirottate verso un sogno: lavorare guardando film, scrivere saggi, recensioni, organizzare eventi legati al mondo del cinema.
1997 - 2002
• Nome e tipo di istituto
• Nome e tipo di istituto
Liceo scientifico A. Calini – (Bs) – Sperimentale artistico
• Principali materie / abilità professionali oggetto dello studio
Discipline scientifiche e artistiche ( figura, modellato, arti decorative, architettura e design).
• Qualifica conseguita
Maturità artistica.
• Votazione finale
94/100
[2]
[2]
• Date (da – a)
2002 – 2005
• Nome e tipo di istituto di istruzione
• Nome e tipo di istituto di istruzione
Università degli Studi di Parma.
Corso di Laurea in Arte, Spettacolo, Immagine Multimediale.
Tesi di Laurea: Le protagoniste adolescenti dei film di Miyazaki.
Relatore: prof. Roberto Campari
Relatore: prof. Roberto Campari
• Principali materie / abilità professionali oggetto dello studio
Conoscenza critica dei fondamenti di storia dell’arte e delle discipline dello spettacolo.
• Qualifica conseguita
Laurea triennale di primo livello • Qualifica conseguita
•Votazione finale
110/110 con lode

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